PECS: come iniziare passo dopo passo (le 6 fasi spiegate semplice)
Hai sentito parlare di PECS, magari te lo ha consigliato la logopedista o l'hai letto nel PEI di tuo figlio, ma non sai bene da dove iniziare? In questa guida ti spiego passo dopo passo le 6 fasi del PECS, come si struttura ognuna, e come puoi iniziare a supportarlo anche a casa — in collaborazione con chi segue tuo figlio.
Sono Andrea De Rosa, terapista ABA certificato e papà di Lorenzo. Il PECS è uno degli strumenti più validati e utilizzati per la comunicazione nell'autismo, ma spesso viene spiegato in modo troppo tecnico. Qui trovi la versione pratica, quella che serve davvero a chi lo usa ogni giorno.
💡 Prima di iniziare: se vuoi un quadro generale sulla comunicazione nell'autismo (cos'è la CAA, quando iniziare, altri strumenti oltre al PECS), ti consiglio di leggere prima la mia guida introduttiva sulla comunicazione. Questo articolo è l'approfondimento specifico sul PECS.
Cos'è il PECS, in breve
Il PECS (Picture Exchange Communication System) è stato sviluppato nel 1985 da Andrew Bondy e Lori Frost negli Stati Uniti. Insegna alla persona a comunicare attraverso lo scambio fisico di un'immagine con un interlocutore, per ottenere qualcosa che desidera.
Il PECS si basa sui principi dell'Analisi del Comportamento Applicata (ABA) e in particolare sulla teoria del Comportamento Verbale di B.F. Skinner. È una delle pratiche più supportate dalle evidenze scientifiche nell'ambito della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).
Una caratteristica fondamentale, spesso sottovalutata: il PECS insegna innanzitutto l'iniziativa comunicativa. A differenza di altri approcci in cui è l'adulto a chiedere "cosa vuoi?", nel PECS è il bambino a iniziare lo scambio — questo lo rende particolarmente efficace per chi ha difficoltà a comunicare spontaneamente.
Cosa ti serve prima di iniziare
Una buona notizia: il PECS non richiede materiali costosi o complessi. Ti servono:
👉 Immagini/simboli di oggetti e attività che interessano molto il bambino (puoi usare foto reali, disegni semplici, o simboli scaricabili gratis da siti come ARASAAC)
👉 Velcro per attaccare le immagini su schede rigide (facilita lo "staccare e attaccare")
👉 Un quaderno o cartellina di comunicazione dove tenere le immagini organizzate
👉 Gli oggetti/attività reali corrispondenti alle prime immagini, per gli scambi iniziali
💡 Il segreto per partire bene: le prime immagini devono rappresentare cose che il bambino desidera moltissimo — il suo snack preferito, il gioco che ama di più. Non partire da "acqua" o "bagno" se non sono le sue massime priorità: la motivazione nelle prime fasi è tutto.
Le 6 fasi del PECS, spiegate passo dopo passo
Fase 1 — Lo scambio fisico guidato
Obiettivo: il bambino impara che scambiare un'immagine porta a ottenere ciò che vuole.
Come funziona: servono due adulti. Uno (l'interlocutore) tiene in mano l'oggetto desiderato dal bambino, a poca distanza. L'altro adulto (chiamato "guida fisica" o "ombra"), posizionato dietro al bambino, lo aiuta fisicamente a prendere l'immagine e porgerla all'interlocutore. Appena l'immagine viene consegnata, l'interlocutore consegna immediatamente l'oggetto e dice il nome ad alta voce ("palla!").
Non c'è ancora richiesta di linguaggio — il bambino non deve dire nulla, solo scambiare l'immagine. La guida fisica viene ridotta gradualmente nelle sessioni successive, fino a scomparire.
Fase 2 — Aumentare la spontaneità
Obiettivo: il bambino impara a cercare attivamente l'immagine e l'interlocutore, non solo a scambiare quando è tutto già pronto davanti a lui.
Come funziona: il quaderno di comunicazione viene posizionato a distanza crescente dal bambino, e l'interlocutore si allontana gradualmente. Il bambino deve alzarsi, staccare l'immagine dal quaderno, raggiungere l'interlocutore (anche in un'altra stanza) e consegnargliela. Questo insegna persistenza — un'abilità comunicativa fondamentale.
Fase 3 — Discriminazione tra immagini
Obiettivo: il bambino impara a scegliere tra più immagini quella corretta, non solo a scambiarne una sola disponibile.
Come funziona: si presentano due o più immagini insieme (es. biscotto e macchinina). Il bambino deve selezionare quella che rappresenta ciò che desidera davvero in quel momento. All'inizio si usa una combinazione di un oggetto molto desiderato e uno neutro, poi gradualmente si aumenta la difficoltà con più opzioni desiderabili contemporaneamente.
Fase 4 — Struttura della frase
Obiettivo: passare da "un'immagine = una parola" a frasi semplici strutturate.
Come funziona: si introduce una "striscia frase" dove il bambino compone: "Io voglio" + immagine dell'oggetto. Ad esempio, attacca prima l'immagine "voglio", poi quella "biscotto", e consegna la striscia completa. L'interlocutore legge ad alta voce la frase mentre consegna l'oggetto, rinforzando il modello linguistico.
Fase 5 — Rispondere a "Cosa vuoi?"
Obiettivo: il bambino impara a rispondere a una domanda diretta, non solo a comunicare spontaneamente.
Come funziona: l'interlocutore chiede "Cosa vuoi?" e il bambino risponde componendo la frase con le immagini, come nella Fase 4. Questo aggiunge flessibilità: ora il bambino sa sia iniziare una richiesta sia rispondere a una sollecitazione.
Fase 6 — Commentare
Obiettivo: andare oltre la semplice richiesta, imparando a commentare ciò che vede o sente — una forma di comunicazione sociale più ricca.
Come funziona: si introducono domande come "Cosa vedi?" o "Cosa senti?", e il bambino risponde con frasi tipo "Vedo + [oggetto]" o "Sento + [suono]". In questa fase, la comunicazione non è più solo orientata a "ottenere qualcosa" — diventa anche condivisione e commento, avvicinandosi a forme di comunicazione più naturali e sociali.
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📚 Scoprilo su AmazonErrori comuni da evitare
❌ Usare prompt verbali invece che visivi/fisici. Dire "prendi l'immagine" ripetutamente crea dipendenza dal prompt verbale, difficile da eliminare dopo. Meglio guidare fisicamente (Fase 1) e lasciare che sia l'ambiente a "chiamare" l'azione.
❌ Partire da immagini poco motivanti. Se la prima immagine è "acqua" ma il bambino non ha sete in quel momento, non c'è motivazione a scambiare. Parti sempre da ciò che desidera di più, in quel momento specifico.
❌ Saltare le fasi troppo in fretta. Ogni fase costruisce le basi per la successiva. Se il bambino non ha consolidato la Fase 2 (cercare attivamente), la Fase 3 (discriminare) sarà molto più difficile.
❌ Usarlo solo in un contesto. Se il PECS si usa solo a scuola o solo in terapia, la generalizzazione (usarlo ovunque, con chiunque) non avviene. Va portato anche a casa, coerentemente.
❌ Aspettarsi che "blocchi" il linguaggio verbale. È un mito completamente sfatato dalla ricerca — anzi, molti bambini che usano il PECS sviluppano poi anche il linguaggio verbale, proprio perché la frustrazione comunicativa si riduce.
Come iniziare a casa, in collaborazione con i professionisti
Il PECS funziona meglio quando è coerente tra tutti i contesti — casa, scuola, terapia. Ecco come procedere:
1. Se un logopedista o terapista ABA ha già iniziato il percorso, chiedi di essere formato su come continuare a casa nello stesso modo esatto (stesse immagini, stessa procedura)
2. Se stai iniziando da zero, cerca un professionista formato in PECS (logopedista o terapista ABA) per la valutazione iniziale e l'impostazione corretta della Fase 1
3. Prepara il materiale a casa in coerenza con quello usato a scuola/terapia — stesso stile di immagini, stesso quaderno se possibile
4. Usa il PECS in momenti quotidiani reali — la merenda, il gioco, l'uscita — non solo in sessioni strutturate
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per passare da una fase all'altra?
Molto variabile da bambino a bambino — da poche settimane a diversi mesi per fase. Non c'è una tempistica "giusta" universale: il ritmo lo detta il bambino, non un calendario.
Posso iniziare il PECS da solo/a, senza un professionista?
La Fase 1 richiede idealmente due adulti e una tecnica precisa di guida fisica — è meglio farsi mostrare da un professionista formato almeno le prime sessioni, per non creare abitudini scorrette difficili da correggere dopo.
Il PECS funziona anche con bambini più grandi o adolescenti?
Sì. Anche se nasce per l'età prescolare, il PECS si è dimostrato efficace anche con adolescenti e adulti con difficoltà comunicative significative.
Devo usare per forza le schede plastificate con il velcro?
Il velcro facilita "staccare e attaccare" in modo netto (importante nelle prime fasi), ma l'importante è la struttura del metodo, non il materiale specifico. Con il tempo si può anche passare a strumenti digitali con la stessa logica.
Mio figlio usa già alcune parole. Ha senso comunque il PECS?
Sì, se la comunicazione verbale è ancora limitata o poco funzionale nella vita quotidiana. Il PECS può coesistere con il linguaggio verbale emergente, rinforzandolo invece di sostituirlo.
In sintesi
Il PECS è un percorso strutturato in 6 fasi, che porta il bambino da un semplice scambio fisico fino a forme di comunicazione sociale più ricche come il commento spontaneo. Il segreto per farlo funzionare bene: partire da ciò che motiva davvero il bambino, procedere un passo alla volta senza saltare fasi, e mantenere coerenza tra casa, scuola e terapia.
Non serve essere un terapista per supportarlo a casa — serve metodo, pazienza, e la collaborazione con chi segue professionalmente tuo figlio. Ogni scambio, anche il più piccolo, è un passo verso una comunicazione più ricca e meno frustrante per lui.
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📩 Guida gratuita 📚 I miei libri 🤝 Autismo SollievoI contenuti di questo articolo hanno finalità informative ed educative. Non costituiscono consulenza logopedica o terapeutica. L'implementazione del PECS, soprattutto nelle fasi iniziali, dovrebbe essere supervisionata da un professionista formato (logopedista o terapista ABA).

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