10 segnali precoci di autismo che i pediatri raccomandano di osservare


Se sei arrivato qui, probabilmente hai un dubbio che ti gira in testa da un po': "Mio figlio è come gli altri bambini?". È una delle domande più difficili che un genitore possa farsi — carica di paura, di speranza, di mille pensieri contrastanti. In questa guida ti spiego quali sono i segnali che i pediatri raccomandano di osservare, a che età, e cosa fare se riconosci qualcuno di questi in tuo figlio.

Sono Andrea De Rosa, terapista ABA certificato e papà di Lorenzo, che è autistico. So cosa significa quel periodo di dubbio prima della diagnosi — l'altalena tra "sto esagerando" e "c'è davvero qualcosa". Voglio darti informazioni chiare, basate sulle evidenze, senza allarmismi ma senza minimizzare.

💛 Prima di leggere oltre: questa guida non è uno strumento diagnostico. Solo un professionista può confermare o escludere l'autismo. Se riconosci alcuni di questi segnali, il passo giusto è parlarne con il pediatra — non "aspettare e vedere" da soli, e nemmeno cercare una diagnosi definitiva online.

Perché la diagnosi precoce conta così tanto

Non è un dettaglio tecnico: individuare l'autismo precocemente — idealmente entro i 18-24 mesi — permette di avviare interventi in un momento in cui il cervello del bambino ha la massima plasticità. In Italia, la Legge 134/2015 stabilisce che il bilancio di salute dei 24 mesi debba includere una valutazione dello sviluppo comunicativo-relazionale per tutti i bambini, proprio per intercettare questi segnali il prima possibile.

Il pediatra ha un ruolo centrale: intorno ai 18 mesi, dovrebbe proporre ai genitori la compilazione della M-CHAT-R/F (Modified Checklist for Autism in Toddlers), un questionario standardizzato che aiuta a identificare bambini che meritano un approfondimento specialistico.

10 segnali da osservare, per fascia d'età

Un punto fondamentale da capire prima di leggere l'elenco: molti dei segnali più precoci non sono "comportamenti strani" — sono l'assenza di comportamenti tipici. Questo li rende più difficili da notare, perché un bambino "molto tranquillo" può sembrare semplicemente un bambino facile, quando in realtà manca qualcosa che ci si aspetterebbe.

1. Entro 6 mesi — Pochi sorrisi sociali

Il bambino mostra raramente grandi sorrisi o espressioni di gioia condivisa quando interagisce con te.

2. Entro 9 mesi — Poca condivisione di suoni ed espressioni

Non condivide con te suoni, sorrisi o altre espressioni facciali andando avanti e indietro (quello che gli esperti chiamano "reciprocità").

3. Entro 12 mesi — Mancata risposta al nome

Non si volta quando lo chiami, anche ripetutamente. Attenzione: va distinto da problemi di udito, che il pediatra può escludere facilmente.

4. Entro 12 mesi — Pochi gesti comunicativi

Non indica, non mostra oggetti, non saluta con la mano — gesti che la maggior parte dei bambini inizia a usare spontaneamente per comunicare.

5. Entro 12 mesi — Poco "chiacchiericcio"

Il bambino vocalizza poco o niente — quella lallazione (bababa, mamama) che precede le prime parole vere.

6. Contatto oculare ridotto o atipico

Evita lo sguardo durante momenti di interazione ravvicinata — ad esempio non ti guarda mentre gli dai da mangiare, o non risponde al tuo sorriso con lo sguardo.

7. Entro 16-18 mesi — Assenza di parole singole

Non ha ancora pronunciato nessuna parola con significato (anche imprecisa, tipo "mao" per "ciao").

8. Entro 24 mesi — Assenza di frasi di due parole

Non combina ancora due parole insieme in modo spontaneo e con significato (non semplice ripetizione di ciò che ha sentito).

9. Gioco simbolico ridotto

Verso i 18-24 mesi, molti bambini iniziano il gioco "di finzione" (dare da mangiare a una bambola, far finta di parlare al telefono). Nei bambini autistici questo tipo di gioco è spesso ridotto, assente, o molto ripetitivo.

10. Movimenti ripetitivi e interessi molto ristretti

Battere le mani, dondolarsi, girare su se stesso, o un interesse molto intenso e insolito per parti specifiche di oggetti (le ruote di una macchinina invece del gioco intero, ad esempio).

— HAI APPENA RICEVUTO LA DIAGNOSI?

Scarica la guida gratuita per orientarti

12 pagine di passi concreti su burocrazia, SSN, scuola e primi mesi. Aggiornata al 2026.

📩 Scarica la guida gratuita

Un chiarimento importante: un solo segnale non è una diagnosi

Ogni bambino è diverso, e avere uno di questi segnali isolato non significa affatto che ci sia autismo. Anche bambini a sviluppo tipico possono essere più lenti in un'area specifica, o attraversare fasi in cui alcuni comportamenti sono meno presenti.

Quello che ha senso monitorare è: più segnali insieme, persistenti nel tempo (non un giorno sì e uno no), e presenti in più contesti (non solo quando è stanco o in un ambiente specifico).

Cosa fare se riconosci alcuni segnali

1. Parlane con il pediatra al prossimo bilancio di salute — o prima, se il dubbio è forte, senza aspettare l'appuntamento programmato. Puoi chiedere esplicitamente la compilazione della M-CHAT-R/F.

2. Non aspettare "che cresca e si risolva da solo". Se il pediatra conferma il dubbio, il passo successivo è l'invio alla Neuropsichiatria Infantile (NPI) della tua ASL per una valutazione approfondita.

3. Fidati del tuo istinto. Se qualcosa non ti convince nonostante rassicurazioni generiche, è legittimo chiedere un secondo parere o un invio diretto a uno specialista. Nessuno conosce tuo figlio come te.

4. Non aspettarti una diagnosi immediata. Il percorso diagnostico richiede più incontri e osservazioni — è normale, non è un segno che "non sanno cosa fare".

💡 Se hai già ricevuto la diagnosi e stai cercando i prossimi passi concreti (burocrazia, scuola, primi mesi), ho scritto una guida gratuita dedicata proprio a questo — la trovi cliccando il pulsante qui sopra.

Domande frequenti

Mio figlio ha 14 mesi e non dice ancora nessuna parola. Devo preoccuparmi?
A 14 mesi, l'assenza di parole singole non è ancora un segnale d'allarme di per sé (la finestra tipica arriva fino ai 16-18 mesi). Ma se noti anche altri segnali insieme (scarso contatto oculare, poca risposta al nome), parlane comunque con il pediatra.

Il mio bambino guarda negli occhi a volte sì e a volte no. È normale?
Sì, è normale che il contatto oculare vari in base al contesto, alla stanchezza, all'umore. Il segnale da monitorare è un pattern persistente di evitamento, non variazioni occasionali.

Le femmine mostrano gli stessi segnali dei maschi?
Non sempre. Le bambine tendono a "mascherare" di più le difficoltà sociali, imitando i coetanei, il che può ritardare il riconoscimento dei segnali. Se hai dubbi su una bambina, non lasciarti rassicurare solo perché "sembra socievole" superficialmente.

Ho sentito parlare di regressione. Cos'è?
In alcuni casi, un bambino sviluppa normalmente alcune abilità (parole, gesti) e poi le perde tra i 15 e i 24 mesi circa. Questa regressione è un segnale importante da segnalare subito al pediatra.

Se aspetto, perdo la possibilità di un buon intervento?
Non è mai "troppo tardi" per iniziare un percorso, a qualsiasi età. Ma prima si inizia, più si sfrutta la plasticità cerebrale dei primi anni — ecco perché conviene muoversi appena si ha un dubbio fondato, senza aspettare inutilmente.

In sintesi

Riconoscere i segnali precoci non significa "etichettare" tuo figlio — significa dargli, se necessario, l'opportunità di un supporto tempestivo che può fare una differenza enorme nel suo sviluppo. I segnali principali riguardano comunicazione, contatto sociale, gioco e comportamenti ripetitivi, e vanno valutati nel loro insieme, non isolatamente.

Se hai un dubbio, il passo giusto è uno solo: parlarne con il pediatra, oggi, non "quando sarà più grande". E qualunque cosa emerga, ricorda: non sei solo in questo percorso, e ci sono strumenti e persone pronte ad accompagnarti.

— NON SEI SOLO

Vuoi altri strumenti pratici?

Scarica gratis la mia guida "Cosa fare dopo la diagnosi", oppure esplora la collana "ABA in Pratica".

📩 Guida gratuita 📚 I miei libri 🤝 Autismo Sollievo

I contenuti di questo articolo hanno finalità informative ed educative. Non costituiscono uno strumento diagnostico né sostituiscono la valutazione di un pediatra o di uno specialista. Se riconosci alcuni di questi segnali in tuo figlio, parlane con il pediatra. Fonti: Legge 134/2015, M-CHAT-R/F, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Istituto Superiore di Sanità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Meltdown nell'autismo: cos'è, perché accade e come aiutare un bambino

Il PEI spiegato bene: come si scrive, cosa deve contenere, il tuo ruolo come genitore

Stereotipie nell'autismo: cosa sono, perché servono, quando preoccuparsi