Il GLO spiegato ai genitori: cos'è, chi partecipa, come farti valere


Ti arriva la convocazione per il "GLO". Tre lettere, nessuna spiegazione, e la sensazione di essere chiamato a un incontro dove tutti sanno di cosa si parla tranne te. Cinque insegnanti, il dirigente, qualcuno dell'ASL — e tu, con l'impressione di dover solo ascoltare e firmare in fondo.

Sono Andrea De Rosa, terapista ABA certificato e papà di Lorenzo. Voglio dirti subito la cosa che cambia tutto il resto: al GLO tu non sei un ospite. Sei un membro a pieno titolo, con lo stesso diritto di parola di chiunque altro sieda a quel tavolo. Questa guida serve a farti arrivare a quell'incontro sapendo cos'è, chi c'è, cosa si decide e — soprattutto — come far valere la tua voce.

Cos'è il GLO, in parole semplici

GLO sta per Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione. È il gruppo di persone che si riunisce attorno a tuo figlio in particolare: ce n'è uno per ogni alunno con disabilità certificata. Non è un organo generico della scuola, è il tavolo dedicato al percorso del tuo bambino.

Il suo compito è concreto: scrivere, approvare e verificare il PEI, il Piano Educativo Individualizzato. Se il PEI è il documento che stabilisce obiettivi, strategie e sostegni per l'anno, il GLO è la stanza in cui quel documento nasce e viene deciso. Ecco perché conta così tanto: quello che si concorda al GLO poi accompagna tuo figlio per tutto l'anno scolastico.

Da dove nasce, in breve: il GLO è previsto dalla normativa sull'inclusione (D.Lgs 66/2017, poi integrato dal D.Lgs 96/2019), e le sue regole di funzionamento sono fissate dal Decreto Interministeriale 182/2020, aggiornato dal Decreto Ministeriale 153/2023. Non ti servono i numeri a memoria — ti serve sapere che questi incontri non sono una gentile concessione della scuola: sono un tuo diritto, previsto dalla legge.

Chi partecipa al GLO (e perché tu conti quanto gli altri)

Attorno al tavolo trovi:

  • Gli insegnanti di tuo figlio — il team dei docenti (alla primaria) o il consiglio di classe (alla secondaria), inclusi gli insegnanti di sostegno.
  • Tu, genitore — o chi esercita la responsabilità genitoriale. Sei un membro di diritto, non un invitato.
  • Tuo figlio stesso, quando l'età lo consente — la normativa parla esplicitamente di partecipazione attiva dello studente, nel rispetto della sua autodeterminazione.
  • Le figure professionali che seguono tuo figlio — per esempio l'assistente all'autonomia e alla comunicazione (ASACOM), il referente per l'inclusione, o altri specialisti della scuola.
  • L'ASL / l'unità di valutazione multidisciplinare — il neuropsichiatra o gli operatori sanitari che hanno in carico tuo figlio.

A presiedere è il Dirigente scolastico, o un suo delegato. E c'è un dettaglio che quasi nessuno dice ai genitori, ma che può cambiare l'equilibrio dell'incontro:

💡 Puoi portare un tuo esperto di fiducia. Su tua richiesta, il Dirigente può autorizzare la partecipazione di non più di un esperto indicato da te — per esempio il terapista privato che segue tuo figlio. Il suo ruolo è consultivo, non decisionale, ma la sua presenza fa la differenza: parla la lingua degli obiettivi e ti aiuta a non trovarti solo di fronte a tutta la scuola. La richiesta va fatta in anticipo al Dirigente.

Un'ultima cosa utile: il GLO è validamente costituito anche se, quel giorno, non tutte le componenti sono presenti. Quindi l'assenza dell'ASL, per esempio, non blocca l'incontro.

Quante volte si riunisce, e quando

Durante l'anno gli incontri del GLO sono tre, ciascuno con un compito preciso:

  • Incontro iniziale — di norma entro il 31 ottobre. Si approva e si firma il PEI definitivo per l'anno in corso. È il più importante: qui si decide la rotta.
  • Incontro intermedio — almeno una volta, tra novembre e aprile. Si verifica come sta andando e si modifica il PEI se qualcosa non funziona. Il PEI non è scolpito nella pietra.
  • Incontro finale — entro il 30 giugno. Si fa il bilancio dell'anno e si formula la proposta di ore di sostegno e assistenza per l'anno successivo. Quello che si dice a giugno pesa su settembre.

Di ogni riunione viene redatto un verbale. E hai diritto ad avere copia sia del PEI sia dei verbali: chiedila sempre.

Cosa si decide davvero al GLO

Non è un incontro di cortesia. Al GLO si mettono nero su bianco gli obiettivi educativi e didattici di tuo figlio, le strategie e gli strumenti, e — punto cruciale — la proposta sul numero di ore di sostegno e sulle altre misure di assistenza. Sono le decisioni che disegnano concretamente la giornata scolastica di tuo figlio. Ecco perché arrivarci preparato non è un vezzo: è il modo in cui difendi il suo anno.

Come arrivare preparato: la parte pratica

Prima dell'incontro

Rileggi il PEI dell'anno precedente e chiediti cosa ha funzionato e cosa no. Scrivi su un foglio le due o tre priorità che ti stanno più a cuore — poche e concrete. E porta esempi reali di casa: "a casa riesce a vestirsi da solo se gli metto le immagini in sequenza" vale più di mille discorsi generici, perché dà agli insegnanti qualcosa di pratico su cui lavorare.

Durante l'incontro

Parla. Se un obiettivo ti sembra vago, chiedi che venga reso concreto e verificabile: non "migliorare l'autonomia", ma "mettere lo zaino nell'armadietto da solo entro dicembre". È l'abitudine che uso ogni giorno come terapista — un obiettivo che non si può osservare e misurare è un obiettivo che nessuno può davvero raggiungere. Fai la domanda magica: "Come facciamo a sapere se ci siamo riusciti?"

Sulla firma

Firmare il PEI significa condividerlo. Non firmare qualcosa che non hai letto o che non ti convince. Se non sei d'accordo su un punto, hai il diritto di far mettere a verbale il tuo dissenso. È uno strumento legittimo — usalo con serenità, non è un atto ostile, è la tua tutela.

Dopo l'incontro

Chiedi copia del PEI firmato e del verbale. Ti serviranno durante l'anno, e all'incontro intermedio potrai verificare, punto per punto, se quello che era stato concordato si sta realizzando.

💛 Un pensiero da papà, prima che da terapista: so quanto questi incontri possano mettere ansia. Ma ricordati che sei l'unica persona a quel tavolo che conosce tuo figlio nella sua interezza — non solo lo studente, ma il bambino. Quella conoscenza è la cosa più preziosa nella stanza.

Domande frequenti sul GLO

Sono obbligato ad andare al GLO?

Non è un obbligo di legge per il genitore, ma è fortemente nel tuo interesse esserci: è l'unico momento formale in cui puoi incidere sul PEI di tuo figlio. Il GLO può riunirsi validamente anche senza tutte le componenti, quindi se non ci sei tu le decisioni vengono prese lo stesso.

Posso farmi accompagnare da un esperto di fiducia?

Sì. Puoi chiedere al Dirigente scolastico di autorizzare la partecipazione di un esperto indicato da te (uno solo). Ha valore consultivo, non decide, ma la sua presenza ti sostiene. La richiesta va fatta in anticipo.

Se non sono d'accordo con il PEI, sono obbligato a firmarlo?

No. La firma indica condivisione. Se non condividi, puoi far verbalizzare il tuo dissenso sui punti specifici. Non firmare mai un documento che non hai letto con calma.

Il GLO decide le ore di sostegno?

Il GLO propone il fabbisogno di ore di sostegno e di assistenza; l'assegnazione effettiva passa poi dagli uffici competenti. Ma la proposta parte da qui: per questo l'incontro conta.

Il GLO si può fare online?

Sì, le riunioni possono svolgersi anche a distanza, in modalità telematica. Di norma si tengono in orario scolastico ma in ore non di lezione.

In sintesi

Il GLO è la stanza in cui si decide l'anno scolastico di tuo figlio, e tu ne fai parte di diritto. Arrivaci avendo riletto il PEI, con due o tre priorità chiare, pronto a chiedere obiettivi concreti e a non firmare ciò che non ti convince. Se puoi, portati un esperto di fiducia. Non sei lì per assistere: sei lì per co-decidere.

Per il quadro generale, leggi la mia guida completa su autismo e scuola; per l'approfondimento sul documento, il PEI spiegato bene.

— Non sei solo

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I contenuti di questo articolo hanno finalità informative ed educative e non sostituiscono la valutazione di un professionista.

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